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“The Bumps” e Fabrizio Scarafile esaltanti con il loro “Ultimo Tango”
18 agosto 2013 By admin
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 attachment“Jazz al cinema”, la bella e meritoria rassegna creata, progettata e realizzata da Mike Zonno riapre i battenti per questa sua seconda edizione nel consueto, ormai, suggestivo scenario dell’arena estiva del cinema multisala Vignola a Polignano a Mare.

Il progetto pensato anche quest’anno per il concerto di apertura non nasce per caso. E’ da tanto, infatti, che Mike Zonno aveva maturato la decisione di portare dal mito direttamente sul palco non solo un disco, una colonna sonora, ma anche un film come “Ultimo tango a Parigi”, celebri in tutto il mondo. “Serviva – ha spiegato Zonno – il gruppo giusto, i musicisti in grado di tirare fuori tutta la magia dell’opera di Barbieri, e quando ho ascoltato i “The bumps” ho capito che i tempi erano finalmente maturi”. Mike Zonno, oltre a sottolineare la genuinità della manifestazione, costruita senza ausilio alcuno di sostegni pubblici e finanziamenti locali, avvalendosi solo di un patrocinio “morale” da parte dell’amministrazione comunale, racconta la genesi del film di Bertolucci, della scelta caduta inizialmente su Astor Piazzolla quale autore delle musiche, del suo strano e stizzito rifiuto, e del fatto che un altro argentino, Gato Barbieri, si sia improvvisamente trovato sulla strada giusta, per tutti, soprattutto per noi ascoltatori.

Gato Barbieri deve tutta la sua carriera a “Ultimo tango a Parigi”, incredibile incrocio tra un musicista in stato di grazia ed un cineasta, Bernardo Bertolucci, giovanissimo ma già capace di spiazzare le platee di tutto il mondo; riuscì a consegnare alla storia un’opera con una regia assolutamente coraggiosa e fuori dagli schemi, una interpretazione ricca di personalità da parte di un attore monumentale come Marlon Brando, una fotografia splendida a cura di Vittorio Storaro, ed infine una soundtrack indimenticabile. La nutrita platea, immersa in una freschissima serata di metà luglio, accoglie tra gli applausi i “Bumps”, al secolo Vince Abbracciante, uno dei maggiori talenti al mondo con la sua fisarmonica (parole di Richard Galliano), questa sera anche alle tastiere; quindi Davide Penta, il basso elettrico del gruppo, ed infine Antonio Di Lorenzo, batteria e percussioni, abile a mettere la propria sensibilità ed estro al servizio dei suoi piatti. Già attivi come “Tàngheri” (l’accento ironico è d’obbligo), i “The bumps” l’altr’anno hanno inciso un cd, “Playin’ italian cinedelics”, nel quale hanno ricreato, riveduto e corretto un bel po’ di musica da cinema, italiano naturalmente.

Il primo brano è quello di apertura del film, “The last tango in Paris”, le note immortali note a tutti da 41 anni a questa parte, e durante il pezzo fa il suo ingresso sul palco il quarto musicista della serata, quel Fabrizio Scarafile anche lui grande risorsa pugliese, sax tenore al collo, il quale ci traghetta immediatamente tra le morbide sensazioni punteggiate dal Gato. In questa versione dei “Bumps” c’è solo un breve intro di fisarmonica, poi Vince si dedica alle tastiere, fornendo una gustosa alternativa agli archi numerosi che arricchivano la versione originale arrangiata dal maestro Oliver Nelson. Il tema centrale di “Ultimo tango” irrompe malizioso lungo tutta l’esecuzione, e il finale in diminuendo del sax di Scarafile ammorbidisce molto l’impatto con la pioggia di applausi a corollario della prima esecuzione della serata. Antonio Di Lorenzo annuncia la scaletta del concerto, spiega che tutti i brani sono contenuti nella soundtrack di “Ultimo tango”, colonna sonora che solo in tempi recenti, nel 1998, è stata arricchita di una lunga serie di suite version fortunosamente ritrovate, tali da far arrivare il numero delle tracce di questa DeLuxe Edition al numero impressionante di ben 40, una vera ghiottoneria per gli appassionati di cd.

Il secondo pezzo rispecchia la scaletta del disco originale, “Jeanne” ricorda il nome della protagonista del film, interpretata audacemente dalla giovanissima Maria Schneider, e a differenza della ballata dell’originale, qui la versione è beat, coloratissima, il sax di Scarafile insegue armonioso ed energico i ritmi frenetici imposti dalla sezione ritmica, e gli assoli alle tastiere di Abbracciante imperversano gradevolissimi.

“Para mi negra” comincia come una ballad dolcissima, lieve e scandita dalle note del piano elettrico di Abbracciante, quasi in punta di piedi si dipana grazie anche al sapiente tocco delle percussioni di Di Lorenzo, poi Scarafile la trascina senza sbalzi in una dimensione quasi coltraniana, e le tastiere ricordano maledettamente la magia dei tasti di McCoy Tayner; il ritmo qui viene battuto dalle mani addirittura di Scarafile e Di Lorenzo, che sostengono basso e tastiere, seguiti a ruota dalle mani plaudenti del pubblico in platea. Finale con il tema di “Last tango” che riaffiora sornione, a chiusura di una meravigliosa esecuzione densa ed emozionante. “Un largo adios” è dichiaratamente il brano preferito da Di Lorenzo, e qui finalmente il poliedrico Vince Abbracciante abbraccia (scusate il gioco di parole) l’amata fisarmonica, e ripercorre da par suo le note di uno dei brani più profondamente “tanganti” della colonna sonora. La maestria di Abbracciante con la fisarmonica è impressionante, dialoga in perfetta simbiosi con lo strumento, la musica sprigionata dai bottoni e dai sinuosi contorcimenti del mantice è assolutamente naturale e altrettanto naturalmente s’impossessa dell’attenzione del pubblico. Un lungo assolo del fisarmonicista conquista una strameritata standing ovation, legittimando l’assoluta leadership di Vince tra gli strumentisti di questo difficilissimo “gioiello”.

Proseguono versioni lounge delle composizioni barberiane, contrappuntate dal sax graffiante di Fabrizio Scarafile, dai virtuosismi sempre più audaci di Abbracciante, con morbide distorsioni di Penta al basso elettrico e Di Lorenzo ispiratissimo nel tocco alle sue percussioni; quest’ultimo non disdegna di arricchire il proprio comparto suoni utilizzando opportunamente strumenti atipici quali il fischietto, e addirittura un asciugamani strofinato e battuto sui tamburi. Sono le “chiusure” dei brani eseguiti dai “Bumps” with Scarafile a lasciare un senso di soddisfazione nell’ascolto, arrangiamenti evidentemente molto curati per il progetto della prima serata di “Jazz al cinema”. Il sax di Scarafile si esalta con i temi di “Last tango”, consapevole di essere il punto di contatto più alto con le vette vertiginose raggiunte dall’originale di Gato Barbieri, e il riaffiorare del refrain centrale non fa che suggellare l’estrema bellezza dell’esecuzione del musicista di Cisternino. “Vuelta” è un tango anche questo annunciato e amato da Abbracciante, che spiega la complessità, la bellezza e la vastità delle versioni suite scritte da Barbieri, un’opera dallo spessore artistico notevolissimo, che i quattro bravissimi musicisti pugliesi hanno saputo rendere al meglio grazie ad un lavoro di arrangiamento, ripetiamo, davvero apprezzabile.

Il concerto si chiude con l’esecuzione di una delle “nuove” numerose suite, un ultimo pezzo di bravura del quartetto Abbracciante/Penta/Di Lorenzo/Scarafile, con un lungo solitario dialogo a due tra la fisarmonica pulsante di Abbracciante e il pubblico attento giù in sala. Caloroso (a dispetto della fresca serata sotto le stelle) tributo degli spettatori ai quattro musicisti abbracciati e appaiati a ridosso del pubblico, apposta per ricevere il giusto riconoscimento emotivo, anche nei confronti del “padre” artistico di questo riuscito progetto, Mike Zonno, che viene a gran voce ringraziato e coinvolto nell’abbraccio finale. Il doveroso ed acclamato bis è l’unico pezzo non inserito nella soundtrack di Barbieri, Antonio Di Lorenzo lo annuncia come un omaggio tutto personale dei Bumps al regista italiano, attualmente alle prese con una lunga e dolorosa malattia. Si intitola “Mood for Bernardo Bertolucci”, e suggella felicemente una bella serata fatta di musica splendidamente interpretata, di cinema grazie anche alle immagini fisse tratte dal film di Bertolucci che discretamente si avvicendavano sullo schermo illuminato anche dalle luci di scena; quasi due ore di grande musica per il primo di tre appuntamenti (quelli futuri saranno con le musiche di Louis Armstrong e Archie Sheep i prossimi due mercoledì di luglio, 24 e 31, come opportunamente ricorda Mike Zonno prima di augurare la buonanotte a tutti).

Un vero peccato esserselo perso questo esordio di “Jazz al cinema 2013”, una vera “fresca” delizia per chi è invece riuscito ad esserci, come noi di Radio Sound Citty.

 

Mimmo Gregorio

Radio Sound City

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